Trattamento Varici con Sclerosante e Scleromousse

La causa principale della dilatazione di questi vasi superficiali è dovuta ad una incontinenza delle vene perforantia loro volta in rapporto essenzialmente a fattori ereditari e costituzionali.

Cosa sono le varici? Le varici o vene varicose sono dilatazioni di vasi venosi degli arti inferiori. Nelle vene sane, il sangue scorre dal basso verso l’alto, nelle varici invece il sangue decorre lentamente in senso contrario, cioè verso il basso, questo provoca la sintomalogia tipica del flebopatico caratterizzata da senso di pesantezza e dolenzia, crampi, bruciori e gonfiori che coinvolgono tutta la gamba. Le varici si formano a causa della debolezza della parete venosa. Tale debolezza è ereditaria, infatti è frequente trovare un familiare con la stessa malattia, in genere la mamma o la nonna.

Si tratta di una particolare forma di scleroterapia con la quale si introduce all’interno del lume vasale un farmaco miscelato a parti di aria che la rendono appunto una schiuma. La schiuma agisce nella vena malata spostando via il sangue permettendo così al farmaco di agire indisturbato sulla parete venosa. Così oggi mediante questo sistema è possibile trattare le varici safeniche senza più rincorrere all’intervento chirurgico.

Questo trattamento non neccessita ne di anestesia o ricovero, il paziente viene trattato in ambulatorio e cosi può ritornare alla sua normale attività dopo una breve passeggiata. Nella moderna flebologia la schiuma sclerosante viene utilizzata per la terapia di tutte le vene varicose. La schiuma inoltre si è dimostrata superiore alla chirurgia o ad altre metodiche nel caso di una recidiva dopo un precedente intervento chirurgico.

Come funziona la Sclerosante come soluzione alle varici

Scleroterapia – Tale metodica, che risale nei suoi principi base agli inizi di questo secolo, è stata in parte rivisitata in questi ultimi anni (metodologia) ed arricchita con nuove indicazioni (trattamento). La sclerosi, che consiste nella iniezione endovenosa di sostanze appunto dette sclerosanti, mira a provocare l’occlusione del segmento trattato favorendone il riassorbimento e quindi la scomparsa. Le finalità sono due: terapeutica ed estetica. Numerose sono le sostanze sclerosanti disponibili: ricordiamo, tra le più usate, la glicerina cromata (sclerosante leggero), l’atossisclerolo (sclerosante di media potenza) ed il tetradecilsolfato (sclerosante potente). L’uso della prima viene in genere riservato al trattamento dei capillari, quello delle ultime due alla sclerosi dei capillari più grossi (atossisclerolo a bassa concentrazione), delle varici e della safena (atossisclerolo a concentrazione media ed elevata, tetradecilsolfato). Una importante innovazione introdotta di recente nella pratica clinica è rappresentata dalla schiuma.

Questa viene prodotta per ora in modo estemporaneo emulsionando il liquido sclerosante con aria; si prestano, a tal fine, l’atossisclerolo ed il tetradecilsolfato. Il vantaggio della schiuma rispetto allo sclerosante liquido è quello di essere più efficace a parità di concentrazione; la schiuma iniettata nella vena tende infatti a dislocare il sangue presente all’interno e solo tardivamente a mescolarsi con questo, prolungando così il tempo di contatto dell’agente sclerosante con la parete venosa. Per questo motivo, la schiuma viene utilizzata dai più nel trattamento delle varici ed in quello della safena. E’, quest’ultima, una soluzione terapeutica particolarmente interessante; la sclerosi eco guidata della safena con schiuma rappresenta oggi una alternativa alla safenectomia (chirurgia venosa) e, come si vedrà, alla fotocoagulazione laser (laserterapia venosa) per tutti quei pazienti che non possono o non vogliono essere operati.

Risultati della terapia rimozione senza chirurgia delle varici

I risultati a distanza del trattamento sclerosante della safena sono buoni ma non ottimali (20% circa di ricanalizzazione della vena a 2 anni); la procedura è tuttavia facilmente ripetibile con un trauma minimo e con costi assolutamente modesti. Storicamente, la scleroterapia ha rappresentato il cavallo di battaglia nel trattamento dei capillari degli arti inferiori. Ancor oggi la metodica rappresenta il trattamento più eseguito in questo settore, nonostante il prorompente affacciarsi sulla scena di uno strumento sofisticato e sempre più dedicato: il laser ( laserterapia capillari, consenso capillari, decalogo, laser e luci). Laser è indubbiamente una parola che racchiude in se del magico e che da sempre cattura la fantasia dei pazienti i quali lo considerano la panacea di tutti i mali. Quello dei capillari, dei piccoli angiomi ed in generale degli inestetismi cutanei è un campo nel quale hanno lavorato da sempre tanto gli angiologi/flebologi quanto i dermatologi.

Al contrario i dermatologi sanno in genere ben poco del circolo venoso, ma sono dei maestri nell’impiego del laser; cercano quindi di fare tutto con questo strumento, spesso lanciandosi su vene che ben si gioverebbero di un semplice ed economico trattamento sclerosante, od al contrario limitandosi al trattamento dei capillari lasciando in sede le eventuali vene che li nutrono. Viene finalmente accettato dai più e sostenuto nei congressi specialistici, nel trattamento dei capillari degli arti inferiori la scleroterapia ed il laser non sono praticamente mai alternativi, ma complementari.

La scleroterapia è sicuramente da privilegiarsi in presenza di vene e, forse  di alcuni grossi capillari, in quanto più rapida ed economica e (contrariamente a quanto tutti pensano e spesso dicono) meno fastidiosa; il laser è invece sicuramente da preferirsi (o meglio, è forse l’unica soluzione terapeutica realmente efficace) nel trattamento dei capillari rossi fini. Il campo di confine, è dunque quello dei capillari rossi più voluminosi (vicini al millimetro) o dei capillari blu; più passa il tempo e più i laser diventano selettivi ed efficaci, più mi convinco che il laser stesso rappresenti in questi casi la soluzione terapeutica migliore.

Abbinamenti con tecnologie Laser Assistite

Scleroterapia delle varici, delle reticolari e dei capillari: nel trattamento delle varici più voluminose utilizzo schiuma di atossisclerolo 1%, in quelle meno voluminose e nelle reticolari schiuma di atossisclerolo 0.5%. Si utilizza glicerina cromata, sclerosante ottimo e molto delicato, ma piuttosto doloroso all’iniezione, solamente nel trattamento di capillari voluminosi in pazienti con sospetta o accertata allergia all’atossisclerolo (oggi utilizzerei assolutamente il laser). Scleroterapia dei piccoli angiomi venosi (“venous lake”): tipici sono quelli delle labbra; atossisclerolo 0.5-1%. Sono in genere necessarie 2 sedute a distanza di 15 gg l’una dall’altra.

Ecoendosclerosi con schiuma della safena: identificazione ecografica della safena a 5 cm circa dalla confluenza safeno-femorale; iniezione a tale livello di 2 ml di atossisclerolo schiuma 1% (safena di calibro <6mm) o di tetradecilsolfato schiuma 1% (safena di calibro >6mm); compressione immediata, con la sonda ecografica, della confluenza safeno-femorale e sopraelevazione dell’arto per 5’ (ad evitare il passaggio di schiuma nella v. femorale); successive iniezioni a 15 cm l’una dall’altra spostandosi verso il basso (generalmente un totale di 3 iniezioni).